Mafia, tredici arresti a Trapani, coprivano il boss Messina Denaro

Fonte: www.repubblica.it

Fotogallery “Pizzini”

Sono accusati di aver favorito la latitanza del capo della “cupola” latitante ormai da sedici anni. Trecento uomini impegnati nell’operazione “Golem”. Scoperti traffico di droga ed estorsioni. Sequestrati diversi beni

TRAPANI – Favorivano i contatti fra il boss latitante trapanese, Matteo Messina Denaro, e alcuni esponenti di vertice di Cosa nostra palermitana, fornendogli pure falsi documenti. Per l’accusa sono i componenti di una fitta rete di favoreggiatori che da anni copre il capomafia di Trapani, accusato di omicidi e stragi, ricercato da 16 anni, che avrebbe coperture anche a Roma. Per questi fatti gli agenti del Servizio centrale operativo (Sco) e delle Squadre mobili di Trapani e Palermo hanno eseguito 13 ordini di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Palermo.

I provvedimenti sono stati richiesti dal procuratore aggiunto Teresa Principato e dai sostituti della Dda, Paolo Guido, Roberto Scarpinato e Sara Micucci, e sono stati eseguiti nelle province di Trapani, Palermo, Roma e Piacenza. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti e trasferimento fraudolento di società e valori.

Vengono colpiti i mandamenti mafiosi di Trapani e Castelvetrano, riconducibili a Matteo Messina Denaro.
Nell’operazione, denominata “Golem”, sono stati impegnati oltre 300 uomini della polizia di Stato.

Nella rete di favoreggiatori che avrebbe coperto la latitanza di Matteo Messina Denaro vi è anche un cugino del boss trapanese ricercato da 16 anni. Uno dei provvedimenti cautelari riguarda anche lui. L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe anche imposto il pagamento di tangenti ad imprenditori.

Dall’inchiesta emerge inoltre la scoperta di un traffico di droga tra Roma e il territorio trapanese organizzato dalle famiglie mafiose, i cui componenti agivano in nome e per conto di Messina Denaro. Oltre all’esecuzione dei 13 ordini di custodia cautelare, si sta provvedendo anche al sequestro di beni riconducibili all’organizzazione.

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