L’opposizione ha deciso di scendere in piazza comunque. Ma la polizia impedisce alla gente di radunarsi

(foto Ansa)

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Fonte: www.corriere.it

TEHERAN (IRAN) – E ora è braccio di ferro. L’opposizione sfida il regime iraniano. Secondo un collaboratore di Mehdi Karroubi, uno dei candidati sconfitti alle elezioni presidenziali, l’opposizione ha deciso di scendere comunque in piazza Eghelab, a Teheran, in un’ennesima manifestazione di protesta per i risultati elettorali. Ma agenti in assetto anti-sommossa sono da ore schierati sulla piazza. La decisione dell’opposizione suona come una sfida all’appello della Guida Suprema, Ali Khamenei, che nel sermone del venerdì ha legittimato l’elezione di Mahmoud Ahmadinejad e ha vietato i cortei.

LA MANIFESTAZIONE – Secondo una fonte, rimasta anonima, la manifestazione era prevista in piazza Enghelab alle 16 ora locale (le 13,30 in Italia). La notizia era confermata da Twitter (che sta sostituendo i mezzi tradizionali di comunicazione per dare informazioni sulle proteste). Secondo i messaggi che i navigatori iraniani mettono sui loro profili, la manifestazione è confermata anche da Mir Hossein Mousavi. Tuttavia successivamente centinaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa sono stati schierati a Teheran sulla piazza Engelab, luogo tradizionale d’inizio delle manifestazioni nella capitale iraniana e essun manifestante si è ancora presentato sulla piazza. Testimoni hanno detto che la polizia impedisce alle persone di raggiungere una strada principale nei pressi dell’Università, dove i manifestanti contavano di radunarsi.

LA REPLICA DEL REGIME – La replica del regime però non si è fatta attendere. Le autorità iraniane hanno chiesto a Mousavi, uscito perdente dalla sfida per la presidenza con Ahmadinejad, di non «provocare manifestazioni illegali e non sostenere tali assembramenti», ha dichiarato l’agenzia ufficiale Isna. «Invece di accusare le forze dell’ordine o le forze militari (…) ci attendiamo da voi che evitate di provocare manifestazioni illegali e non sostenete tali assembramenti», ha affermato Abbas Mohtaj, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, che dipende dal ministero dell’Interno. Il funzionario di Teheran ha affermato che Mousavi «sarà ritenuto responsabile delle conseguenze di manifestazioni illegali».

RICONTEGGIO – Il Consiglio dei guardiani, che sovrintende alla regolarità delle elezioni in Iran, si è detto pronto a ricontare solo «il 10% dei voti» delle presidenziali, «scelti a caso». Lo ha detto oggi il portavoce, Abbas Ali Katkhodai.

NO A INCONTRO – Intanto sia Mousavi che Karroubi hanno disertato sabato un incontro convocato dal Consiglio dei guardiani. Lo ha riferito la televisione iraniana in lingua inglese PressTv, precisando che alla riunione era presente solo il candidato conservatore Mohsen Rezai .

PROTESTA CALCIATORI – La protesta di sei calciatori della nazionale di calcio iraniana, compiuta mostrando la fascia verde di Mousavi nell’incontro contro la Corea del sud, venne stata bloccata dopo il primo tempo su intervento di Mohammed Ali-Abadi, responsabile della Federazione sportiva iraniana e cognato di Ahmadinejad. Lo rivela il settimanale tedesco Der Spiegel.

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