Lombardo-bis, il day after: reazioni e dichiarazioni al vetriolo. E non tutti sorridono

FONTE: TempoStretto
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Germanà (Pdl): «Alfano ha premiato Messina. Mentre D’Alcontres…». Garofalo (Pdl): «Finalmente un messinese in giunta». D’Alia: «Si lavori ad un’intesa col Pd». Genovese (Pd): «L’autonomia regionale è morta a Palazzo Grazioli». Nel Pdl non tutti hanno vinto: sconfitta la linea dura dei coordinatori regionali

A meno di ventiquattro ore dal battesimo del Lombardo-bis, con le nomine degli ultimi tre assessori Beninati, Milone e Strano, sono diverse e ovviamente contrastanti le reazioni del mondo politico. Il quadro è mutato, la maggioranza conta su due soli partiti, il Pdl e l’Mpa, mentre l’opposizione, finora affidata in sostanza al solo Pd, allarga la famiglia all’Udc. A quali risultati, negli equilibri d’aula dell’Ars, tutto ciò porterà, non è ancora chiaro. E’ certo, però, che anche tra i cosiddetti “vincitori” c’è chi ha pochi motivi per sorridere. Tra questi gli attuali coordinatori regionali, e in particolare Giuseppe Castiglione, che aveva tentato di portare avanti fino all’ultimo la linea dura: azzeramento o niente. Alla fine l’azzeramento non c’è stato, Lombardo tre posti aveva messo a disposizione e tre posti alla fine sono rimasti. Inevitabile la considerazione che la linea Castiglione, appoggiata anche dal co-coordinatore Domenico Nania, è stata sconfitta.

Dicevamo delle reazioni. Soddisfazione mista a veleno tutto in salsa messinese traspare dalla dichiarazione del deputato nazionale del Pdl Nino Germanà: «Ancora una volta Messina viene premiata, è la seconda volta che l’on. Beninati rappresenta Messina nella giunta di governo e sempre grazie al ministro Alfano, che guarda con attenzione Messina dalla lontana Agrigento. Mentre l’on. Stagno d’Alcontres e compagni ancora una volta hanno pensato a premiare Siracusa ed Agrigento con la nomina dell’on. Bufardeci e dell’on. Cimino».

Sulla stessa linea, ma senza veleno in coda, un altro deputato nazionale del Pdl messinese, Enzo Garofalo: «Finalmente, come era giusto che fosse, la città di Messina è rappresentata nella giunta di governo regionale. Voglio ringraziare l’onorevole Alfano che con il suo impegno ha mantenuto un patto con gli elettori sancito nel corso della campagna elettorale, che ha visto anche a Messina, il Pdl primo, per forza e correttezza, sostenitore alleato del presidente Raffaele Lombardo».

Di tutt’altro tenore le dichiarazioni di chi ha potuto solo assistere dall’esterno a questo balletto di poltrone. Duro il senatore Udc Gianpiero D’Alia, le cui “scosse” aprono scenari interessanti anche nell’ambiente politico messinese: «L’Udc lavori da subito a un’intesa con il Pd per una comune strategia di opposizione responsabile all’Ars nell’interesse della Sicilia. La farsa consumata in queste ore ha dimostrato che il Pdl è un partito inaffidabile pieno di “giullari di corte”, caratterizzato da bramosie di potere e da una spiccata attitudine al mercimonio». Opposizione a Roma e a Palermo, non si capisce con quali presupposti possa continuare il matrimonio nei comuni e nelle province (nemmeno tutti), compresa Messina, tra Udc e Pdl. C’è da dire, poi, che tra i nomi circolati con insistenza in caso di accordo con l’Udc, il più gettonato era quello dell’attuale vicesindaco di Messina Giovanni Ardizzone.

A proposito di Udc, curioso il modo di congratularsi con Gianfranco Miccichè scelto dal gruppo scudocrociato all’Ars: «Appreso dello straripante e straparlante successo dell’onorevole Miccichè – si legge in una nota – il gruppo Udc all’Ars lo ha voluto festeggiare inviandogli una bottiglia di coca cola al suo domicilio, accompagnata da un biglietto con su scritto prosit, la coca cola eccita e disseta allo stesso tempo, non c’è bisogno d’altro».

Infine c’è il Pd, chiamato direttamente in causa da D’Alia. Per il segretario regionale Francantonio Genovese «con la nascita del nuovo governo Lombardo finalmente la farsa è finita, ma il finale è purtroppo tragico. L’autonomia regionale, troppo spesso falsamente invocata dal Presidente, è morta a Palazzo Grazioli. In quella augusta dimora, conosciuta nel mondo per le note vicende, Lombardo ha ottenuto il via libera alla formazione di un governo annunciato come rivoluzionario, ma che appare invece solo una brutta copia del precedente. L’esclusione dell’Udc – aggiunge Genovese – si inquadra in un disegno nazionale del partito di maggioranza relativa, a meno che non si voglia far credere che i problemi del precedente governo Lombardo siano stati determinati dalla presenza in giunta dei compagni di partito di Saverio Romano».

«Il Pd – conclude l’ex sindaco di Messina – non farà sconti a nessuno e continuerà a svolgere il suo ruolo di opposizione con ancora maggiore determinazione, nella convinzione che al di là delle buone intenzioni dei singoli assessori questo nuovo governo regionale sia inadeguato ad affrontare e risolvere le tante emergenze di questa regione».

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