Fazio: «L’inizio delle scuole potrebbe slittare per la nuova influenza»

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«Non è escluso l’eventuale rinvio della riapertura delle scuole» se l’andamento dell’epidemia di nuova influenza lo renderà necessario. Lo ha detto a un’agenzia di stampa il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, precisando però che ad oggi non è stata presa alcuna decisione nè ci sono indicazioni che una misura del genere sarà necessaria.
Ma secondo il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini «al momento non c’è nessuna ipotesi di rinvio per l’apertura delle scuole». «Sono in perfetta sintonia con il viceministro Fazio -ha proseguito Gelmini- è ovvio che se l’epidemia dovesse assumere nel nostro paese un significato importante, si assumerebbero tutte le precauzioni necessarie, compresa quella di rinviare l’apertura delle scuole. Ma, ripeto, al momento questa è un’ipotesi che non esiste».

L’affermazione del viceministro risponde alla previsione di Giovanni Rezza, capo Dipartimento del Mipi (Malattie infettive parassitarie e immunomediate) dell’Istituto superiore di Sanità, che aveva detto che «la riapertura delle scuole farà da amplificatore dell’epidemia».

Il mese di settembre, con la prevista riapertura delle scuole, «sarà sicuramente un momento cruciale», ha detto Fazio, e dal momento in cui l’epidemia di nuova influenza si presenterà in Italia il contagio sarà «molto rapido» ed i casi aumenteranno velocemente. «L’epidemia di nuova influenza – ha affermato il viceministro – arriverà anche in Italia e, quando arriverà, presenterà una capacità di raddoppio dei casi in media ogni 10 giorni». L’epidemia, ha precisato, «quando arriverà, si svilupperà cioè in modo progressivo ma veloce».
Ad oggi nessuna ipotesi o misura è esclusa e tutto dipenderà dunque, ha precisato il viceministro, dalla valutazione dell’andamento dell’epidemia nel nostro paese quando questa si verificherà. Pertanto, ha sottolineato Fazio, «non escludiamo neppure la vaccinazione dei bambini dai sei mesi in poi, se ciò si dovesse rendere necessario. Ma valuteremo – ha concluso – anche con gli altri paesi e ci confronteremo con
l’Oms».
Fazio ha aggiunto che da lunedì sarà attivo il numero verde 1500 al quale la popolazione potrà rivolgersi per aver informazioni sul virus. «Per quanto riguarda le previsioni – sottolinea Fazio – è probabile che il prossimo mese con il rientro di molti dall’Inghilterra si potranno verificare i primi casi autoctoni che non abbiamo avuto precedentemente. E potranno aumentare nei mesi a seguire. La gente se lo deve aspettare, ma non deve spaventarsi per questo».

Sono almeno 60 milioni le persone più a rischio che in Europa dovranno essere vaccinate, in via prioritaria, contro la nuova influenza. A indicare questa cifra è stato oggi il commissario europeo per la salute, la cipriota Androulla Vassiliou, durante una visita in Portogallo. «Se tutte queste persone saranno vaccinate – ha spiegato la Vassiliou secondo le dichiarazioni riprese dalle agenzie di stampa locali – la misura potrebbe offrire una protezione
sufficiente». L’intervento prioritario sui gruppi di persone più a rischio si rende necessario poichè, come ha ricordato il commissario, «non ci sarà il vaccino per tutti».
I criteri e le strategie di vaccinazione a livello comunitario saranno decise in un incontro dei ministri della Sanità dell’Unione che si terrà a Bruxelles all’inizio nel prossimo ottobre.
Secondo gli ultimi dati diffusi da Bruxelles, in Europa (comprese Norvegia e Svizzera), fino ad ora sono almeno 15.700 le persone contagiate dal virus della nuova influenza. Di queste, oltre 10.600 nella sola Gran Bretagna.

FONTE: Il Sole24ore

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