Daniele Bonessio: “Barcellona, sono pronto”

daniele bonessioArriva in città Daniele Bonessio e lo fa in punta di piedi con molto garbo e tanta disponibilità. Lui sarà un giocatore fondamentale per Franco Gramenzi, che lo ha fortemente voluto ed è convinto che il ragazzone di Roma possa rappresentare quella marcia in più per l’Igea Barcellona, sia per la voglia che per antonomasia contraddistingue un giovane e sia perché il giocatore potrà collimarsi perfettamente nel roster siciliano, fatto di grandi campioni con molta duttilità.
E’ evidente che Bonessio (che deve ancora scontare una giornata di squalifica della passata stagione) rappresenta quella risorsa “casalinga” di cui il basket nostrano ha molto bisogno, soprattutto in tempo di crisi, e senza dubbio non va dimenticato che pur essendo giovanissimo vanta molte esperienze sia in campo nazionale che non, dunque a Barcellona avrà un motivo in più per perfezionare il suo percorso di maturazione cestistica. La scelta di venire a Barcellona rappresenta un crocevia importante per la sua carriera, infatti nonostante le molte offerte, ha optato per l’esperienza isolana. Lo abbiamo chiesto al diretto interessato che non ha esitato un momento per risponderci a quesiti e curiosità.

di Mario Garofalo

Finalmente a Barcellona, come mai questa scelta?

“Mi ha convinto il progetto e i propositi che questa società ha per la prossima stagione, ovvero vincere il campionato. Io sono un under e constatare che su di me si sono riposte molte aspettative fa piacere. Sono decisioni che ti stimolano tantissimo, una vera e propria sfida avvincente. Sono pronto e fortemente stimolato, anche alla luce della volontà del coach e del g.m. che mi hanno convinto a sposare questo sodalizio”

La società, oltre al tuo ingaggio, ha operato molto bene sul mercato nel tentativo di completare quel disegno vincente tanto sbandierato. Che idea ti sei fatto?

“Si sta delineando una squadra molto forte e duttile, sono felice di poter giocare con giocatori molto esperti e vincenti e darò tutto per supportarli e rendermi utile al coach col mio personale contributo”

Al momento del tuo acquisto Franco Gramenzi ha espresso parole di elogio per te, soprattutto in merito al tuo crescente talento.

“Per un giocatore avere la fiducia e la stima del proprio coach è una cosa fondamentale. Io, in quanto under, dovrò dare quel surplus in più per farmi trovare sempre pronto e ripeto, spero di poter essere importante per questa squadra”

L’anno passato con la tua ex squadra siete arrivati ad un soffio dalla vittoria al Palalberti, che ricordi hai di quella partita?

“Ricordo che ci mancò poco per vincere, ma soprattutto quello che mi colpì fu il calore della tifoseria giallorossa che, non me ne voglia quella di Ostuni altrettanto calda, supportò la squadra per tutta la partita. Addirittura mi colpì un enorme striscione che ricopriva l’intera tribuna, sarà un piacere condividere questo tipo di emozioni con questi tifosi e non vedo l’ora di iniziare”

Torni dalle Universiadi 2009 dove hai rappresentato l’Italia LNP, che cosa ti porti dall’esperienza di Belgrado?

“A livello formativo è stata un esperienza emozionante, riuscire ad amalgamarci non è stato un problema, anche perché abbiamo creato un gruppo molto compatto. Dal punto di vista strettamente tecnico, eravamo una squadra formata per lo più da ‘88 e ‘87, mentre le altre squadre erano più avanti come media anagrafica, dunque sul piano fisico abbiamo pagato qualcosa. Potevamo fare certamente qualche vittoria in più, ma alla fine è andata comunque bene poiché le Universiadi sono una manifestazione simile alle Olimpiadi, dunque molto utile dal punto di vista professionale”

Negli ultimi anni ha tenuto banco nella serie A dilettanti la regola degli “Under”. Lo si chiede quasi sempre ai coach un parere in merito, ma per un ragazzo giovane come te cosa può rappresentare?

“Ovviamente vista la scarsa attenzione che molte squadre danno ai vivai questa regola, presente nella A, B,C Dilettanti può rappresentare un trampolino di lancio per un giocatore giovane. Dal mio punto di vista essere un under in una squadra come Barcellona può essere doppiamente utile, perche sei a contatto con tanti campioni e puoi acquisire forza ed esperienza su più piani”

L’anno passato eri tra le fila di Ostuni, che cosa ricordi con più emozione?

“Una città che mi ha dato tanto sia sotto il profilo umano che tecnico. Devo ringraziare Putignano e l’intera tifoseria che mi ha sempre voluto bene. Quest’anno stanno cercando, come nei loro progetti, di improntare una squadra fortissima che rispetto al passato subirà qualche cambiamento”

fonte: www.serieadilettanti.it

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