Fare lo schiavo in Italia

Le Monde racconta del dramma dei migranti impiegati come lavoratori stagionali nel meridione d’Italia, durante l’estate. “L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha denunciato le condizioni ‘indegne’ di oltre un migliaio di lavoratori marocchini nel sud Italia, a San Nicola Varco, provincia di Napoli”.

Il racconto di Le Monde, che riprende la denuncia dell’ong, è impietoso. “I lavoratori migranti vivono in una baraccopoli in mezzo alla spazzatura, senza acqua corrente né elettricità. La loro giornata di lavoro inizia alle quattro e mezza del mattino e dura sedici ore: sono pagati tra i 15 e i 25 euro al giorno e ogni volta che vogliono bere dell’acqua devono pagare 3 euro”. In più, sono tutti vittime di una truffa: “A molti era stato promesso un lavoro stagionale in regola, e sono arrivati in Italia nell’ambito delle quote fissate dal governo per il lavoro stagionale. Una volta in Italia, però, il loro datore di lavoro è scomparso o ha rifiutato di dare loro lavoro, così molti sono stati consegnati alle fattorie”.

E non si tratta di un caso isolato. “Secondo il portavoce per l’Oim in Italia, questa situazione potrebbe riguarda ‘migliaia e migliaia di immigrati’. Il lavoro sommerso, soprattutto nel settore agricolo, è estremamente diffuso in Italia e rappresenta una cifra intorno al 15 per cento del pil, secondo i dati ufficiali citati dall’Oim”.

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