Da Enel la prima pietra del nucleare Italiano

Intesa: al via una società con i francesi di Edf per individuare siti e fattibilità di quattro reattori.

EnergiaNucleare
Il ddl sviluppo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di venerdì scorso ha aperto la strada legislativa al ritorno del nucleare in Italia. E ieri un primo passo operativo per mettere la prima pietra dei nuovi impianti previsti è stato compiuto dall’Enel che insieme alla francese Edf ha avviato una società in comune con il nome di «Sviluppo Nucleare Italia».

La sua missione sarà quella realizzare gli studi di fattibilità per la costruzione di almeno quattro centrali nucleari di terza generazione Epr (European Pressurized Reactor) nel nostro Paese. «La creazione della joint venture pone le basi concrete per il ritorno del nucleare in Italia», ha sottolineato l’ad di Enel, Fulvio Conti, evidenziando come si tratti di «un’opportunità unica per contribuire al rilancio dell’economia del nostro Paese, creando posti di lavoro specializzati e sviluppando l’occupazione». Secondo il numero uno del gruppo francese, Pierre Gadonneix, «Sviluppo Nucleare Italia» conferma «il successo della cooperazione tra Edf e Enel, che ha avuto inizio nel 2007 con la costruzione del reattore Epr di Flamanville in Normandia», un impianto in cui è presente con il 12,5% la stessa Enel, che si è detta pronta ad esercitare l’opzione per acquistare la stessa partecipazione anche nel prossimo impianto di Penly, nell’Alta Normandia.

La joint venture sarà di diritto italiano ed avrà sede a Roma, con quattro consiglieri a testa per Edf, che nominerà il presidente, ed Enel, a cui spetterà l’amministratore delegato. Il primo compito sarà quello di individuare i siti in cui posizionare le centrali. «I nostri tecnici hanno individuato alcuni siti. Ma li teniamo chiusi in cassaforte», ha ribadito Conti poche settimane fa dalla Slovacchia. Accanto ai soliti nomi (come le vecchie Caorso e Trino Vercellese, oltre a Montalto di Castro e Monfalcone) sono emerse nel tempo le indicazioni più disparate, che vanno dall’isola di Pianosa fino a Scanzano Jonico, passando per Oristano.

Se tutti gli aspetti normativi e legislativi dovessero comunque venire risolti nei tempi previsti, la costruzione degli impianti potrebbe iniziare nel 2013, con l’avvio della produzione di energia elettrica da fonte nucleare ipotizzabile già a partire dal 2018 con il primo Epr italiano. Dal momento della posa della prima pietra, «Sviluppo Nucleare Italia» lascerà il posto a società ad hoc, costitute per la gestione dei singoli impianti.

FONTE: ilTempo

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