SUGLI ATTACCHI ALLA LIBERTA’ D’INFOMAZIONE NON POSSIAMO STARE A GUARDARE

lumia-beppeLa libertà di informazione nel nostro Paese è compromessa da circa vent’anni. Nelle classifiche internazionali occupiamo gli ultimi posti e la mappa della proprietà dei mezzi di comunicazione ci riconduce a un’unica persona: il più potente soggetto economico del Paese, nonchè Presidente del consiglio. Basterebbe solo questo per capire come una situazione del genere metta a rischio anche la democrazia. Ciò che preoccupa, infatti, sono i continui attacchi di Berlusconi e della maggioranza a qualsiasi voce fuori dal coro e gli effetti educativi, a medio e lungo termine, di una comunicazione incentrata su disimpegno, egoismo, banalità, violazione delle regole. L’informazione italiana è al guinzaglio della politica e l’intrattenimento dei media si riempie di vuoto. Tutto ciò è segno evidente di una profonda intolleranza nei confronti di opinioni e idee diverse. Inoltre è molto pericoloso perché agisce sui comportamenti e gli atteggiamenti dei cittadini, sia giovani che adulti, fino a plagiarne le coscienze presentando modelli e stili di vita spesso volgari e incolti. Proprio per questo non possiamo stare a guardare. È indispensabile abbattere il monopolio della comunicazione e garantire la pluralità dell’informazione. Allo stesso tempo è fondamentale un forte investimento educativo e formativo: organizzare la società civile, costruire reti di relazioni significative, finanziare l’istruzione e la ricerca, stimolare il senso civico e la partecipazione dei cittadini alla vita dei territori e del Paese.

FONTE: giuseppelumia.it

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