Caro-libri, Mdc accusa: ”Così vengono aggirati i tetti di spesa”

L’associazione punta il dito contro i testi consigliati. Intanto è boom del fai da te.

aaaaascuolaSono ancora tante le scuole che non rispettano i tetti di spesa per i libri di testo, aggirandoli con il meccanismo dei “testi consigliati”: solo il 50% per le medie, la quasi totalità per le superiori. Attenzione, però, i limiti vengono aggirati attraverso i cosiddetti testi consigliati, per l’acquisto dei quali si possono spendere fino a 300 euro in più nel triennio delle medie, e fino a 600 euro in più per il quinquennio delle scuole superiori. E’ quanto emerge dal monitoraggio realizzato dal Dipartimento Junior del Movimento difesa del cittadino, giunto alla IV edizione, effettuato in alcune scuole di Milano, Bologna, Roma e Palermo. “L’invito che parte dal Dipartimento Junior del Movimento difesa del cittadino è quello di non acquistare i libri di testo consigliati non senza aver ricevuto precisa indicazione dai docenti , e comunque, nel caso di mancato rispetto del tetto di spesa stabilito per la classe, di inviare una segnalazione al ministro dell’Istruzione ed agli Uffici regionali competenti.” spiega Lucia Moreschi, dell’Mdc Junior.

E così siamo a boom del “fai da te”

E così, con la nuova stagione scolastica alle porte, ci si ingegna più del passato per evitare di comprare i testi a prezzi pieni. Insomma, contro il caro-libri è boom del fai da te. L’esperimento più interessante, arriva da Brindisi, dove l’Istituto tecnico industriale Majorana ha inaugurato “Book in progress“, un’iniziativa che prevede la produzione e la stampa di alcuni testi all’interno della scuola. Questa esperienza autarchica, secondo gli organizzatori, è in grado di garantire alle famiglie un risparmio di circa duecento euro a figlio. Consegnati gratuitamente agli alunni delle prime classi in sostituzione di quelli delle case editrici, i libri scritti dai docenti stessi, riguardano la matematica, la chimica, il diritto, l’italiano, la storia e la geografia. Non solo: oltre al vantaggio economico, questa iniziativa consente di realizzare testi sempre aggiornati e anche personalizzati (sia per il recupero che per l’approfondimento delle materie).
 
A Roma c’è chi si è organizzato in un Gas
A Roma, poi, c’è una truppa di genitori che si è organizzata in un gruppo d’acquisto solidale di libri scolastici (gas). Comprano collettivamente direttamente dagli editori, saltando così la distribuzione e il negoziante, e soprattutto risparmiando. Una modalità d’acquisto finora diffusa soprattutto per i prodotti ortofrutticoli, ma che mai era stata sperimentata in questo campo. “Se ci fosse meno individualismo, anche il problema dei libri di testo troverebbe soluzioni improntate alla solidarietà e alla condivisione” dicono.
 

A Vicenza il mercatino del baratto

C’è poi chi si ingegna sempre più per non tirare fuori neanche uno spiccio, cercando di scambiarse semplicemente i libri. E’ il caso del mercatino “Il Baratto” a Vicenza, organizzato dall’Associazione Studenti Vicenza, dove da fine agosto a settembre in via Quadri avviene sia lo scambio di testi, sia la compravendita. Un mercatino analogo lo stanno organizzando anche alcuni genitori nel XVI Municipio di Roma (Portuense).
  

Ma si possono scambiare anche su internet

Sono anche loro un luogo dove scambiare, comprare e vendere libri, i siti internet Testiusati, Libridea, Barattolibri. E qualche testo scolastico può essere trovato anche cercando bene su alcuni siti di swapping come Zerorelativo e SueSu.
 

Fioriscono i mercatini dell’usato

Ma non finisce qui. Perché ci sono anche i classici mercatini dell’usato, che con l’introduzione del divieto per i professori di cambiare i libri di testo prima di 5 anni imposto dall’ex ministero dell’Istruzione pubblica, stanno fiorendo ulteriormente. In quelli di Lucca (via Castracani), Santa Margherita (via Marginone) e Capannori, ad esempio, sono già stati venduti più di 15 mila volumi. “Si tratta di cifre destinate a crescere, considerando che mancano ancora alcune settimane all’avvio dell’anno scolastico, e che a partire dal 31 agosto inizierà l’attività anche nelle sedi di Viareggio (sedi Arci e Caracol) e di Barga (presso l’Informagiovani)” fanno sapere dal “Comitato studenti per i diritti allo studio 2008”. Organizzati con la collaborazione di comuni, Provincia di Lucca, Arci e associazione Caracol, sono tutti strutturati in rete: ognuno condivide la struttura, il catalogo dei libri e i principi di base, ma ogni punto vendita ha una propria indipendenza, sia dal punto di vista gestionale che operativo. Qui i testi sono venduti a un prezzo che varia dal 40% al 60% di quello di listino. Il catalogo dei libri e ulteriori informazioni sono consultabili sul sito http://www.mercatinolibri.org/.
 

Ma è anche caccia ai contributi delle pubbliche amministrazioni

C’è chi, invece, contro il caro-libri cerca di accedere ai vari contributi erogati dalle amministrazioni pubbliche. La Regione Liguria, ad esempio, ha stanziato 730 mila euro per dotare le scuole medie inferiori e superiori di libri di testo da dare in comodato d’uso gratuito agli studenti meno abbienti. E’ stato calcolato che ne beneficeranno circa 7mila ragazzi, che potranno comunque chiedere altre facilitazioni come le borse di studio.
Esperimento analogo, ma ben più limitato, invece, per Regione Toscana e Provincia di Prato, che hanno finanziato con 20mila euro l’acquisto di manuali da dare in comodato d’uso gratuito, a favore delle due scuole superiori più frequentate a Prato: il Gramsci-Keynes e il Buzzi. Per accedervi bisogna avere un reddito Isee inferiore a 13.500 euro. Nell’istituto Gramsci-Keynes se ne può beneficiare anche se nel frattempo è sopraggiunta la disoccupazione.
A Milano invece ci sono dei buoni comunali che vengono dati indistintamente a prescindere dal reddito: per accedervi, però, è necessario risiedere in città da almeno due anni.
 

La grande distribuzione offre libri nuovi a prezzi scontati

Chi invece i libri li vuole assolutamente intonsi si dirige verso la grande distribuzione organizzata, dove alcune catene vendono libri a prezzi scontati. E’ il caso della Sma, che offre il 15% di sconto in 120 supermercati: le prenotazioni sono accettate da luglio a settembre e le consegne sono evase in genere entro sette giorni dal ricevimento dell’ordine; il cliente può verificare su internet lo stato della propria prenotazione ed essere avvisato tramite sms quando il testo è pronto per il ritiro.
E anche quest’anno in tutti gli Ipercoop e in molti supermercati Coop delle province di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena e Imola, fino al 19 settembre è possibile prenotare i volumi per le scuole medie inferiori e superiori, con una riduzione del 15% sul prezzo di copertina per i soci della Cooperativa e del 10% per tutti i clienti. Per il ritiro c’è tempo fino al 17 ottobre. Per la prima volta, inoltre, la prenotazione si può fare anche online, cliccando sul sito www.e-coop.it nella sezione relativa ai servizi. I libri richiesti via internet, però, si possono ritirare solo nei supermercati.
 

Ma anche alcune librerie vendono l’usato

Altrimenti, ci sono le librerie che vendono l’usato. Il Libraccio, storica catena specializzata nel mercato dell’usato, offre sconti dal 40 al 60% sul prezzo di copertina. “Effettuiamo sempre un controllo sullo stato di salute del libro prima di metterlo in vendita – spiega il responsabile Piero Fiechter, nonché rappresentante della sezione scolastica dell’Associazione italiana librai – e raccogliamo principalmente i testi che hanno vita più lunga, escludendo le versioni più vecchie. Garantiamo un’attenzione minuziosa su quelli per la scuola media, più veloce per quelli delle superiori”.
 

Gli editori: “Perché non c’è nessuna detrazione per i libri?”

Un interrogativo interessante, infine, lo pone Ulisse Jacomuzzi, responsabile dell’editoria scolastica per l’Associazione italiana editori: “È alquanto singolare che nel pacchetto di aiuti alle famiglie per il caro libri non rientri la possibilità di detrarre questa spesa dalle tasse”.

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