Bonessio: “L’importante è vincere”

Daniele Bonessiodi Mario Garofalo

Si avvicina l’ora del derby tra Barcellona e Trapani. Squadre a ranghi al completo per la super sfida che vedrà il Palalberti di Barcellona Pozzo di Gotto come teatro del confronto.
Lo spogliatoio barcellonese non vive certo alla giornata, i programmi e le aspettative sono ben note a tutti, ma la vittoria in terra barese, a Molfetta, ha depistato un alone di mistero sulla squadra di coach Gramenzi, un tabù, chiamato trasferta. Vincere, e contemporaneamente approfittare delle sconfitte del duo di testa, ha avvicinato Li Vecchi e compagni alla vetta ed adesso è tutto pronto all’unisono per la partita di cartello della settima giornata, quella contro i granata di coach Benedetto.
Il team Sigma è in netta crescita e si presenta alla sfida con un vantaggio di due punti in classifica rispetto al Basket Trapani e con il fattore campo dalla propria parte. 
I giocatori sono consapevoli dell’importanza del match, come lo si evince dalle parole dell’ala romana Daniele Bonessio: “E’ ovvio che gli stimoli sono maggiori, anche perché Trapani è un top team e noi ci teniamo a tenere inviolato il fattore campo. L’atmosfera domenica sera si farà calda e ci accorgeremo che la partita sarà ancor più infuocata del solito, anche se la preparazione è uguale a prescindere che sia derby o altro”. L’allenatore, a maggior ragione per un under, è punto di riferimento per un giocatore e con Gramenzi la sintonia è reciproca. Inoltre sulla sponda trapanese c’è seduto Giovanni Benedetto, “tutor estivo” ed head coach dell’Italia alle Universiadi di Belgrado. Bonessio insieme ad altri giovani è stato arruolato alla spedizione proprio dal coach reggino: “Conosco bene il coach – afferma Daniele – e devo ammettere che è molto preparato e serio nel suo lavoro. Ha a disposizione giocatori fortissimi, dunque noi dobbiamo difendere forte e fare la nostra partita limitando i loro cecchini e i loro tentativi di metterci sotto pressione, ripartendo in transizione”.
A chi pensa che il talentino di Gramenzi abbia giocato fin d’ora al di sotto delle proprie possibilità, lui risponde: “Fortunatamente non ho l’esigenza di segnare tanto, spero solo di continuare a dare il mio contributo e che i risultati e l’atmosfera siano adatti a far si che ci sia tranquillità all’interno della squadra. E’ ovvio che se migliorassi i miei numeri statistici la squadra ne risentirebbe meglio del mio operato, ma l’importante adesso è vincere, per altro c’è tempo”. 
In queste ultime apparizioni ha dovuto tenere a bada giocatori di indiscusso valore e di spiccate doti realizzative, considerato il ruolo che ricopre, reagendo sempre con forza e veemenza, dimostrandosi sempre pronto soprattutto in difesa: “Gioco a questi livelli ed in questo ruolo da quando ho iniziato a praticare la pallacanestro. Sono abituato a questi ritmi, credo che rapportare il mio lavoro a quello di avversari temibili è professionalmente appagante e ti forma. Le ambizioni della nostra squadra sono conosciute da tutti – continua Bonessio – inoltre le squadre, quando ci affrontano, danno il tutto e per tutto. E’ ovvio che ancora non siamo al top e dobbiamo scioglierci in molte situazioni, ma stiamo dimostrando di che pasta siamo fatti e vogliamo fare bene”.
Per far bene di solito c’è bisogno di un mix di situazioni favorevoli, come la fortuna, la continuità e la presenza nel team di giovani e dunque forze fresche: “In un campionato come la A dilettanti è fondamentale fare affidamento anche sui giovani. Un esempio lampante siamo noi – dichiara l’ala della Sigma – il coach ci fa ruotare con continuità e questo è importante per un giocatore giovane. I giovani sono la risorsa fondamentale del basket italiano e fare leva su quest’aspetto è stata una scelta ottimale soprattutto a livello di investimento sul futuro”.
Un ultima battuta spetta al suo ex team, l’Assi Basket Ostuni, primo in classifica assieme alle due laziali Ferentino e Palestrina: “Mi aspettavo l’ascesa di Ostuni dopo la sconfitta nella prima giornata. In estate sono stati considerati molto poco, ma è una di quelle squadre che per affiatamento non è seconda a nessuno, basti pensare che sono per la maggiore campani ed il coach in passato aveva allenato anche i giovani che militano adesso nel team pugliese. Si conoscono e faranno bene”.

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