Ora l’Italia ha sete

Votata la fiducia al Governo. Il decreto Ronchi viene approvato con 320 voti favorevoli e 270 contrari. Le organizzazioni annunciano mobilitazioni di massa.

 

FONTE: PeaceReporter

 

Come se non bastassero le notti a Palazzo Grazioli, le gaffe commesse in ambito internazionale e finanche lo scudo fiscale. Ora il popolo dovrà sopportare anche che lo Stato limiti il suo diritto d’accesso all’acqua. Questa volta però, il popolo non è intenzionato ad incassare. A poche dall’annuncio della questione di fiducia sul decreto Ronchi per la liberalizzazione dei servizi idrici nazionali la sede romana del Forum italiano dei movimenti per l’acqua è stata inondata, è il caso di dirlo, da migliaia di proteste giunte da ogni parte d’Italia. “Nelle ultime ore siamo stati raggiunti da tantissime telefonate, e-mail e il numero dei sottoscrittori delle nostre petizioni sta aumentando di minuto in minuto”. Queste le parole di Paolo Carsetti, segretario nazionale del Forum, raggiunto al telefono pochi istanti prima che la Camera dei Deputati confermasse la fiducia al governo Berlusconi approvando il decreto anti-infrazioni con 320 voti favorevoli e 270 contrari. Nessun franco tiratore, dunque, e tutti fermi sui propri scranni parlamentari con il premier che supera l’ennesima prova di forza e tiene unita la maggioranza del PdL. Ma le organizzazioni annunciano battaglia contro la misura. “Domani (giovedì per chi legge) abbiamo in programma un presidio spontaneo che partirà a mezzogiorno di fronte Montecitorio – ha aggiunto Carsetti – Ormai hanno trasformato l’acqua da diritto a merce e questo è, comunque vada in Parlamento, un epilogo da scongiurare perchè produce l’aumento delle tariffe e una diminuzione degli investimenti. Le prime sono salite del 61 percento negli ultimi dieci anni di fronte ad un’inflazione del 23 percento. Gli investimenti sono scesi da 2 miliardi a 600 milioni di euro l’anno contro un incremento dei consumi che nei prossimi vent’anni sarà pari al 18 percento”. Corsetti ha poi duramente criticato le politiche del governo italiano in materia di servizi idrici che “anzichè puntare al risparmio punta alla privatizzazione. Questa è mancanza di lungimiranza”. Per il segretario nazionale non ci può essere altra soluzione che “raggiungere 400mila firme e ottenere la ripubblicizzazione dell’acqua”. Due fronti d’azione, invece, sono quelli proposti da Emilio Molinari, presidente del Contratto mondiale sull’acqua. “Spingeremo perchè i cittadini si mobilitino in ogni città d’Itala – ha sostenuto Molinari – A ognuno chiederemo di dar vita a iniziative proprie dal momento che non abbiamo risorse per presentare una piattaforma nazionale. Come organizzazione parteciperemo a manifestazioni sindacali di categoria e all’evento del 5 dicembre prossimo a Roma”. Il presidente ha poi svelato quello che sarà il lavoro di lobbing presso gli enti locali. “Stiamo già facendo pressione sui Comuni e le Province perchè protestino formalmente contro il decreto Ronchi e sulle Regioni perchè si muovano per sollevare una mozione di anticostituzionalità della nuova legge”.
Intanto è atteso domani per le 13 l’ultima votazione formale del Parlamento sul provvedimento di conversione del decreto. I rappresentanti del popolo sfidano il popolo rappresentato.

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