Saldi: le prime 48 ore danno fiducia, file davanti a negozi e outlet


 FONTE: il Salvagente.it

L’avvio “festivo” ha favorito gli acquisti. Al via anche a Venezia, Palermo e in diverse altre città.
Le regole “anti-truffa” per i consumatori.

Milano, Roma, Bologna e tante altre: i saldi invernali sono partiti in molte città d’Italia e le prime 48 ore – sostenute da una situazione ancora “festiva” – danno fiducia agli esercenti. Tanta gente è davanti alle vetrine e non si limita a una sbirciata. Ma entra nei negozi e compra. I commercianti sperano di rimpinguare il bottino che a Natale non è stato dei migliori, ma secondo il Codacons è meglio che non si facciano eccessive illusioni. Diversa l’opinione della Confesercenti, che prevede per incassi per 8 miliardi di euro. Secondo l’associazione dei commercianti ogni famiglia spenderà per il saldi 340 euro.

L’Adoc: buono il primo giorno di vendite

L’inizio delle vendite per i saldi è stato, comunque, positivo. Nei primi due giorni a Roma, Napoli e a Bologna (dove l’Ipercoop va avanti con i prezzi scontati fino al 6 marzo) il risultato degli acquisti è stato decisamente incoraggiante. Lunghe file di automobili si sono formate anche verso gli outlet. “I primi giorni, con le file davanti ai negozi soprattutto a Napoli e Roma – sottolinea un comunicato dell’Adoc – ha confermato le nostre previsioni, secondo le quali, per la prima volta dal 2002 (ingresso dell’euro), i saldi invernali avrebbero registrato un incremento medio delle vendite rispetto allo scorso anno di circa il 5% “. Per Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, l’aumento della spesa sarà quasi del 10% in più rispetto allo scorso anno, per un totale di oltre 150 euro spesi a persona”. In crescita – secondo l’Adoc – si confermano le vendite dell’abbigliamento di qualità, in rialzo del 10%, dei capi sportivi (+3%) e le calzature, che segnano un +15%. Male invece quello di bassa qualità (-10%). Quest’ultimo paga la concorrenza di outlet, mercatini e centri commerciali, capaci di offrire tutto l’anno vendite a stock a prezzi contenuti. Dopo il flop delle vendite prenatalizie, i saldi stanno rappresentando un’inversione di tendenza che come Adoc consideriamo interessante”.

Il Codacons prevede una magra

Molto diversa la valutazione del Codacons. Secondo l’associazione di consumatori, ci sarà un calo nelle vendite tra il 10 e il 20% nelle grandi città e solo il 50% delle famiglie ne usufruirà. L’altra metà, secondo il Codacons non ha più molti soldi da spendere. “I saldi falliranno – dice il presidente Carlo Rienzi – per l’eccessiva vicinanza alle festività natalizie che hanno già prodotto uno svuotamento dei portafogli degli italiani. C’è poi – conclude Rienzi – un eccessivo livello dei prezzi specie nel settore dell’abbigliamento e delle calzature, che nonostante i saldi fanno registrare listini troppo elevati”. La Federconsumatori, visto – invece – il calo di consumi di circa il 20% verificatosi a Natale, chiede che i saldi siano anticipati.

Il calendario del saldi

Dal 2 gennaio, comunque, saldi al via in quasi tutti le regioni, Lombardia e Lazio in testa. Le prime ad avviare la stagione degli sconti quest’anno sono le città di Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo. Si parte domani, 5 gennaio, invece in Abruzzo, Liguria, Puglia, il 7 in Molise, Toscana, Umbria, il giorno della Befana in Sardegna. A differenza delle previsioni delle associazioni dei consumatori, le stime della Confcommercio sono ottimiste. “Ogni famiglia quest’anno spenderà, nei saldi invernali, poco più di 400 euro per abbigliamento e accessori, per un totale di spesa di 6,1 miliardi di euro che va a incidere per il 21% sul fatturato del settore”. Secondo molti commercianti, infatti, che molti consumatori hanno rinunciato a “caricare” troppo i regali di Natale, per conservare qualcosa proprio in attesa del saldi di inizio anno.

Ecco le regole per evitare le truffe

Per molti la stagione dei saldi sarà l’occasione per rinnovare il guardaroba. L’abbigliamento e gli accessori, infatti, in tempèi di crisi sono le voci su cui si tende a fare più economia. Per evitare di cadere nella trappola di qualche commerciante furbo, però, è meglio tenere a mente le regole più importanti nella caccia all’occasione migliore. La prima cosa da fare è dare uno sguardo in giro nei giorni prima dei saldi, per individuare negozi e prodotti che potrebbero interessare e confrontare i prezzi prima e dopo per verificare l’effettivo sconto praticato durante i saldi.

Occhio alle super offerte con tagli di più del 50%

La cosa migliore è non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce. Ricordate, però, che se il prodotto è venduto a uno sconto del 50% e oltre rispetto al prezzo iniziale, probabilmente c’è qualcosa che non va, magari l’oggetto è fallato o è un avanzo di magazzino delle stagioni precedenti. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da sé e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu’ ampie.

Durante i saldi si può pagare anche con carta di credito e bancomat

Durante la stagione dei saldi le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perché siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si può chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di rifiuto potete segnalare l’inconveniente al vostro istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con il commerciante che ha rifiutato il pagamento.

Il cambio merce è un diritto anche in tempo di saldi

Diffidate dei negozi che espongono cartelli come “la merce venduta non si cambia”. Riguardo al cambio merce, infatti, esistono regole precise del commercio che valgono anche durante i saldi: per esempio, il cambio della merce è un diritto se quanto avete comprato non corrisponde a quello che è stato propagandato o se è difettoso. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordate, però, che se avete sbagliato la taglia o avete cambiato idea non c’è obbligo per il commerciante a cambiare il prodotto acquistato da voi. E’ vero che in molti casi, la disponibilità del negoziante permette di ovviare al problema, ma questo non è un diritto del consumatore.

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