Russo: “Non avere paura di Barcellona”


di Mario Garofalo


Nuovo testa coda per la Sigma. A far visita al Palalberti ci sarà Molfetta, attualmente penultima forza del campionato. La partita dell’andata contro il roster pugliese coincise per Guarino e compagni con la prima vittoria esterna stagionale, mentre questa gara, in caso di risultato positivo, collimerebbe per Barcellona con la decima vittoria consecutiva dentro il proprio fortino. Il match non è di quelli già scritti, anche perché si sa, nessuno ti regala niente in questo campionato. Molfetta rispetto al recente passato è una squadra diversa, ha dovuto convivere con diversi problemi che hanno portato non pochi cambi in corsa, per ultimo il cambio in panchina. Si è passati dall’istituzione Carolillo a Roberto Russo, ex Firenze, Omegna e Jesolo, definito negli ultimi anni come un allenatore dalle “mission impossible”.  Ultimamente la fisionomia di squadra in Puglia è cambiata e il lavoro ha portato ad una virata positiva nell’ambiente. Bisogna sottolineare comunque che Molfetta non ha mai perso l’entusiasmo per il basket e l’appeal con la palla a spicchi è vivo e vegeto.
Il recente derby, perso contro San Severo, non ha lasciato segnali pessimistici ed è lo stesso allenatore livornese ad offrirci una disamina del momento. “Innanzitutto la squadra si sta allenando molto bene e questo lo riscontriamo nel lavoro quotidiano e negli approcci ai match. Alla lunga queste cose pagano, poiché credo nella qualità del lavoro del gruppo e nel rapporto con i giocatori per perseguire l’obiettivo programmato e cercare di fare bene sul campo. Abbiamo alzato il nostro livello e dopo il buon risultato di Agrigento, purtroppo, è venuta fuori questa partita dove in primis è giusto dare i meriti all’avversario che ci ha messo in difficoltà a livello tattico amplificando i nostri limiti. Non è stata una partita da buttare via, infatti abbiamo avuto due buone reazioni e constatiamo che col tempo ci rendiamo conto che in campo lottiamo e vogliamo dimostrare che non facciamo brutte figure, anzi molte gare le abbiamo perse in volata e questo ci fa ben sperare per il futuro”.
Il coach ha comunque qualità che vanno oltre il lavoro sul parquet, poiché riesce ad avere un rapporto diretto con i giocatori che sopperisce sui limiti che un roster può avere. I modi schietti e la capacità d’intenti hanno portato la società pugliese a puntare su di lui. Come si è approcciato a questa nuova sfida?
“Per me è una esperienza totalmente nuova. Io mi approccio al lavoro in maniera schietta e come sempre cerco di avere tanto dialogo con i miei giocatori, sin dall’inizio. E’ normale che subentrare in corsa assume vari rischi. Questi ragazzi, come ovvio che fosse in questi casi, non sono stati assemblati da me e dimostrare capacità lavorativa e capacità di idee per me rappresenta una bella sfida. Quando riesci ad ibridarti con il gruppo diventa sempre più facile sia per te che per la squadra”.
Le statistiche vanno prese con le pinze, ma i dati parlano chiaro: a discapito delle qualità offensive, la difesa è forse il tallone d’Achille di Molfetta. Per il momento si lavora più su questo aspetto?
“Per caratteristiche tecniche e tattiche le mie squadre in passato sono sempre state formazioni molto attente all’aspetto difensivo e considerato che questo aspetto attualmente viene meno, rispetto ad una discreta capacità offensiva, sono convinto che sarà uno dei motivi in più per cui ci sarà ancora la voglia di lavorare e migliorarsi col tempo. Responsabilità per tutti e idea di gruppo devono essere il nostro traino”.
In settimana il vostro GM si è lamentato sulle discutibili gestioni arbitrali nei confronti di Molfetta. Lei che idea si è fatto?
“Nelle sei partite che ho fatto francamente non mi posso lamentare delle gestioni arbitrali, però mi è sembrato che nell’ultimo periodo non ci sia stata grande attenzione nei nostri confronti. La mia è una sensazione e non è riguardante solo la parte tecnica, ma mi è sembrata che ci sia poca attenzione verso Molfetta. Credo che qualsiasi società meriti attenzione e le decisioni vanno prese sullo stesso piano e sullo stesso valore per tutti”.
Adesso per voi c’è Barcellona, una squadra che nonostante la prima posizione in classifica non sta esprimendo lo stesso basket di fine duemilanove. Qual è il suo pensiero e che partita dovrà improntare la sua Molfetta?
“Penso che l’annata è lunghissima e Gramenzi sa benissimo che la pazienza e il lavoro alla lunga pagheranno. I tifosi, come la società e gli addetti ai lavori, devono capire quanto nell’arco dei dieci mesi ci possano essere degli alti e dei bassi per un roster. Ci piacerebbe a tutti vincere e vincere sempre. Comunque Barcellona è prima in classifica e anche se ha perso qualche partita di troppo, credo che faccia lo stesso lavoro di quando vinceva partite su partite. Gramenzi è un amico e un collega che conosce e ha vinto tanto, di conseguenza tutto farà brodo. Nel nostro piccolo non dobbiamo avere paura del valore di Barcellona e l’importante per noi sarà l’approccio alla partita e l’atteggiamento, anche per continuare a dare linfa al nostro lavoro. Non dobbiamo intimorirci e allo stesso momento non dobbiamo concedere niente, provando a migliorarci”.

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