Trapani – Barcellona da ex: Calvani / Perdichizzi

           di Mario Garofalo
(Ufficio Stampa Supermercati Sigma Igea Barcellona)

 

L’istituzione Perdichizzi: l’intramontabile Sceriffo

Personaggi ed allenatori come Giovanni Perdichizzi ne ritrovi tanti nel circuito della pallacanestro, coach vincenti, capaci d’imprese eccezionali. Ma è altresì vero che allenatori vincenti che hanno legato queste “fatiche” alla propria terra ce ne sono pochi. Lo “Sceriffo” (appellativo costruito su misura nella sua città, Barcellona), così definito nel variegato mondo della palla a spicchi, ne ha fatta tanta di strada: dall’Aia Scarpaci (palestra cittadina) è arrivato a tutt’oggi sino a Brindisi, passando ovviamente per il Palalberti, il PalaFantozzi e via dicendo.
Chi più di lui potrebbe descriverci come si vive, si spiega e si respira la pallacanestro sulle sponde del Longano?
Chi più di lui sarebbe capace di analizzare, ad un miglio di distanza, questa ”faccenda”, alla vigilia di un derby infinito come quello che si accinge a giocare la nuova pallacanestro barcellonese?
Nessuno,ci permettiamo di dire. Sorvolando la retorica, evitando amarcord di propizia e sfarzosa  memoria, ci apparecchiamo un piccolo antipasto al derby. E donandoci il bene placet di definirlo un ex, qualora nessuno in zona si sia permesso, gli chiediamo un punto di vista sulla sfida e un pronostico.

Caro ex coach (sorride ndr), Trapani–Barcellona non sarà né Ragusa-Barcellona e né Trapani-Capo d’Orlando. Che derby sarà?

“Sarà una grande partita a prescindere dall’importanza che possa avere a livello di classifica. Gli organici sul parquet sono di spiccate qualità e per quanto riguarda Barcellona credo non le incida tanto giocare fuori casa. Le grandi squadre devono abituarsi a vincere fuori casa e la presenza di tantissima gente di Barcellona a Trapani darà meno pressione emotiva alla squadra ospite”.

Preso atto dell’esperienza, come si riesce a convivere con l’importanza di queste partite?

“Personalmente con Trapani, negli anni di Capo d’Orlando, non evidenziavo tanta rivalità. Invece a Barcellona quando si avvicinavano le gare contro Ragusa, cercavamo di isolarci per evitare il contesto stampa/tifosi , perché sicuramente l’emotività in questi casi può giocare brutti scherzi”.

Andiamo contro corrente. Invece di chiederti un ricordo entusiasmante riconducibile a quegli anni, vorrei che ci parlassi di qualche aneddoto negativo, se così si può definire.

“Ricordo che con Barcellona quando perdemmo a Ragusa in gara 3 fu decisivo l’infortunio di Li Vecchi. Penso che quello sia stato determinante a fini della gara, che comunque ci vide protagonisti fino all’ultimo secondo, quando sbagliammo quel tiro che mai dimenticherò.”

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“Credo e mi auguro che vinca Barcellona, anche perché ha un team in grado di fare la differenza”.  

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Marco Calvani: “Gara da tripla”

Atmosfera calda, atmosfera da derby. I cugini trapanesi aspettano che Barcellona gli faccia visita e che non giochi brutti scherzi. Scherzi del mestiere si intende. Chi respira questa aria, dai tifosi alle società,fino agli addetti ai lavori, sa quanto il campanilismo possa essere una componente motivazionale decisiva.
Ed allora è qui che i professionisti trovano il loro “campo di battaglia”.
Chi è stato un ex, a maggior ragione, riconosce quanto sia vera questa concezione.
Lo abbiamo chiesto anche a Marco Calvani (oggi a Scafati in Legadue), l’anno scorso a Trapani.
La sua esperienza nell’isola non è stata felicissima, ma comunque ha avuto il modo di capire tante cose.    

Partite speciali come queste “passano” come spettacolo, come passione.
A parte i significati raggruppati in una stagione che ha già oltrepassato il giro di boa, chi vincerà?

“Queste partite sono così imprevedibili che se dovessi pronosticarne l’esito propenderei per un tripla. E’ vero comunque che l’esperienza e le basi solide di Barcellona mi portano ad ipotizzare una vittoria del roster di Gramenzi. Il roster non è primo per caso e quello che ha Barcellona non è quello che ha Trapani, che comunque sta giocando un ottimo campionato”.

Lei ha vissuto sulla propria pelle quello che vuol dire essere un allenatore in una piazza “calda” e rinomata. Cosa rende il derby diverso da altre partite, togliendo l’aspetto per così dire territoriale?

“Come in tutti i derby c’è una cassa di risonanza dettata da tante cose, non per ultimo l’aspetto mediatico che fa tanto. E’ ovvio che le tifoserie sentono tanto queste partite, molto diverso dagli altri incontri domenicali. Ci sarà un’attesa diversa, poiché la passione è tanta come la tradizione della pallacanestro siciliana. Queste partite sono eventi che difficilmente un amante della pallacanestro si lascia scappare. Trapani e Barcellona si daranno battaglia e sono convinto che comunque ne uscirà fuori un bello spettacolo”.

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