Non dimentichiamoci di Barcellona

(testo servizio audio TG ONDA TV)

di Mario Garofalo

“Non dimentichiamoci di Barcellona. Non dimentichiamo i volti della gente di Barcellona, né degli altri paesi colpiti al cuore dall’ira funesta di Madre Natura. Gridano questo per strada, mentre escavatori, ruspe e camion tentano di rimettere in sesto la città del Longano. Il Longano certo, causa pendente di un disastro. Chi ha perso la casa, la macchina, l’attività commerciale è come se abbia perso un pezzo di vita. Guardate i volti di queste persone, guardateli col cuore ed è come se il silenzio di una risposta non data sia più penetrante di una spada appuntita.
Non dimenticate neanche i figli, in molti casi sbigottiti di fronte al fango e ai detriti accatastati di fronte casa. Non dimenticate i nonni, le madri, le mogli, i padri e gli ammalati, Barcellona deve vivere e si sta prodigando con e senza l’aiuto della macchina ufficiale dei soccorsi.
Da’ forza vedere giovani e meno giovani darsi da fare con pale e rastrelli per rendere agibile e vivibile il centro storico. Ragazzi che amano e si sentono anche padroni, giustamente, del loro destino e della loro città.
Le autorità competenti stanno facendo di tutto e con ogni mezzo si stanno prodigando a salvare il salvabile e ricostruire il paese già da oggi, a braccetto con i propri concittadini e con grandissimo impegno.
Chi guarda Barcellona, il giorno dopo del disastro, ha davanti a sé un paese in movimento, come direbbero gli inglesi “under construction”. E’ tanto il lavoro e ci vorrà tanto tempo per dare a Barcellona il suo naturale e quieto vivere. Non ci  sono colpe al disastro, o meglio, al momento non è il tempo di puntare il dito.
Quello che Barcellona ha bisogno è un’ulteriore mano per reagire. Senza moniti o souvenir dal disastro, questo è il tempo di rimboccarsi le maniche, ma siamo certi e lo abbiamo verificato con i nostri occhi, è sottinteso. Dal centro, ma soprattutto in periferia, c’è bisogno di risorse umane.
Meri, Gala, Migliardo, i quartieri di Militi, Pozzo Perla, i Marsalini, questi sono i luoghi e tanti ce ne sono ancora. Barcellona ha bisogno di tutti questi posti per rinascere”

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