Corde di Marzo

In un quei quaderni pieni di versi
la stabilità è data solo dalle righe

Le nostre scarpe slacciate ai piedi
stivali sul fango e pantofole sull’avvenire

Quanto durerà la stagione di metallo?
Tra pensieri ed azioni s’alza un muro alla fertilità

La stanza sembra un’anticamera al dialogo
e non c’è spazio per le verità che le pareti ammettono

Con vergogna esci il capo fuori dalle sbarre
gridando che la galera ha fortificato il corpo

Scappammo dalle nostre parole
ritrovandoci in quelle compitate dagli altri

Mar.Gar.

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