toccAmi

Toccami come non hai fatto mai
Toccami col cuore e per tutta la distanza di questi giorni
Toccami anche se non si può
Toccami, toccami dappertutto: occhi su occhi, anima e cuore
Toccami perché dicono che si muore soli
Toccami sotto questo cielo color metallo
Toccami, e fallo dolcemente
Toccami ancora amore
Toccami senza sole e mare
Toccami e abbi cura di me
Toccami col sorriso
Toccami tra questi vetri che ci dividono
Toccami, e saranno luci e speranze
Toccami senza ombre e costrizioni
Toccami prima di abbracciarmi
Toccami al di là della fine
Toccami senza badare a un mondo che si appropria di ogni nostro gesto
Toccami perché il presente ci sfida ad esser forti
Toccami come lo vorrebbe un padre, un figlio, un marito
Toccami senza dire niente
Toccami come adesso
Fallo come vuoi
Toccami


(m.g.) 19.3.2020

toccAMI

Scirocco e Brividi

Questo tempo sfianca, sconquassa e tenta di rubare le ore alla felicità, mordendo le menti e corrodendo le corazze. Ciò nonostante rimane compiutamente inerme al cospetto dei sentimenti più veri, quelle forze propulsive che sono immuni ai cambiamenti di stagione.
Il segreto è trattenere con tenacia l’autorità del pensiero, guardare all’idoneità del fianco più bello e sfidare i venti con le parole dell’amore

(m.gar) 01.12.14

brivido

Storia di un’Emicrania

Forse – come al solito – arrivo troppo tardi all’appuntamento col destino. Osservandolo, al cambiamento non c’è spiegazione, è un’illustrazione logica dettata dagli eventi e da ciò che relativamente puoi condizionare. Le certezze risiedono nell’esperienza di essere parte di un tragitto sul quale lo spavento può essere decifrato addirittura come meraviglia, uno miscela oscura, impressionante ed incomprensibile di nozioni, codici e tabelle d’azione che non conosce fine.

(l’input che la vita ci dona è un mal di testa da combattere con gli antinfiammatori)

(m.gar) 27.9.14

Con(qui)ste

Sento più di ogni altro cuore
gare di velocità sul contatto
Sedie stese sul pavimento
esposizione senza disordine

Le difese divengono sicurezza
apostrofi sul profeta in patria
Non pungono le delicatezze
adesioni sul presente affascinato

Ringraziare l’imbarazzo della felicità
conquistato sul velluto corporeo
Ordinare le ferite del comando
duplicate da uno scettro di poco conto

(m.gar) 23.9.14

con(qui)ste

L’indulto

Non si spiegava perchè la gente non lo comprendesse. Le sue parole erano chiare come gli occhi del mattino, versi limpidi ed autorizzati dalle righe del suo quaderno. Tutto veniva oltrepassato, in alcuni casi sovrapposto.
E lui sovraesposto al costante rischio di essere frainteso.
Ma c’era una cosa che lo teneva a galla, quei baci che il destino gli aveva riservato

(bravo è colui che ama, che è amato e che spiega come chi è minutamente “grande”)

(m.gar) 3.9.14

foto15

Gioia dei Sensi

Distesa al caldo di un letto d’estate
setosa, olivastra, nudità divina
terrazza di ventre, oasi di nei
venere nella concavità delle forme

Occhi ed oblò sul cuore
giacigli per arti incantate
saliscendi curiosi, colori e profumi
boccoli soffiano sull’arcobaleno

Parallelo è il pensiero alla vista
obiettivi indirizzati al contatto
polpastrelli eleganti, carezze a rilento
quadri di un luogo dove respira la vita

(m.gar) 17.8.14 
ore 16.52