(Op)posizioni

Scrivere e scarabocchiare sono sovrastrutture alternate fra sfogo e svago, luoghi in cui il pensiero resta sospeso. Chi legge affiora e dimentica, mentre chi scrive affonda in un vortice di incompresa contraddittorietà dal quale pare difficile rinsavire. Malgrado ciò, negarsi o idolatrarsi sono pratiche affascinanti, genuine e allo stesso tempo spigliate.

[verba volant, scripta manent]

(m.gar) 2.7.14

*Ahorita*

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Superenalotto, i numeri. Centrato il “6” milionario

Fonte: Gazzetta.it
Questi i numeri estratti oggi, validi per il concorso numero 101. Il montepremi era di oltre 147 milioni, il più alto della storia. E c’è stato un “6” a Bagnone, in provincia di Massa Carrara. Il prossimo jackpot sarà di 38 milioni.

Questa la combinazione vincente del concorso numero 101 del Superenalotto: 10, 11, 27, 45, 79, 88. Numero jolly 42. Numero Superstar 63.

Gioia in toscana — Il jackpot era di 147.807.299,08 euro e c’è un vincitore: il “6” da sogno è stato centrato in provincia di Massa Carrara, per l’esattezza a Bagnone, con una schedina da soli 2 euro. La ricevitoria in cui è stato realizzato il 6 si trova presso il punto vendita Sisal Biffi Bar in piazza Rona 2.

Si riparte da 38 — Il 6 mancava da 87 concorsi e da quasi sette mesi. L’ultima vincita risaliva al 31 gennaio scorso. Quello di oggi, è il “6” più alto della storia. Il primato precedente era di 100,7 milioni vinti a Catania il 23 ottobre 2008. Non c’è stato, invece, il “5+1”, nè il “5 Superstar”. Il prossimo jackpot ripartirà martedì prossimo da 38 milioni di euro.

Milionari — Considerando anche le vincite di seconda categoria, dalla nascita del concorso ad oggi – segnala Agicos – si contano oltre 400 persone divenute milionarie grazie al Superenalotto. Praticamente, in quasi 12 anni di vita del concorso, sono stati in media 35 i nuovi milionari ogni anno.

Occhio al cuore — E chissà che emozione deve aver provato il fortunato vincitore di oggi. La notizia, infatti, anche se positiva, può provocare una serie di disturbi, più o meno gravi, quali “palpitazioni, aritmie e tachicardie parossistiche, extrasistole, vasospasmo a livello delle coronarie o crisi di ipertensione”, spiega il cardiologo Gregorio Camastra, sottolineando che a rischiare di più sono le persone più anziane o chi ha giá problemi cardiaci. Meglio non apprendere certe notizie da soli…

Via libera del Cipe: alla Sicilia fondi Fas per 4 miliardi di euro

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I Fondi per le aree sotto-utilizzate (Fas) sbloccati oggi dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) in favore della Sicilia ammontano a 4,313 miliardi di euro di cui il 43% rappresentano progetti per infrastrutture. Per la città di Palermo, sono stati stanziati 150 milioni di euro.

«Con la delibera di oggi – spiega il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli l’ammontare degli interventi infrastrutturali approvati dal dicembre 2008 raggiunge la soglia di 13,2 miliardi di Euro tra risorse pubbliche e private».

Il presidente del Consiglio nel corso del Cipe, secondo quanto riferito da fonti di palazzo Chigi ha annunciato che «si è già aperto un tavolo con le altre regioni» per sbloccare i Fondi per le aree sotto-utilizzate così come fatto per la Sicilia. Silvio Berlusconi non esclude che «se qualche regione presenterà il piano in tempo, si possa convocare un Cipe durante le vacanze».

Ora, sottolinea il ministro dell’Economia «le discussioni di un disegno del Nord contro il Sud sono chiuse». «La questione Mezzogiorno – dice Giulio Tremonti è una questione nazionale e come tale va affrontata, non con strumenti ordinari ma speciali. È necessaria una visione politica più generale e bisogna cominciare a ragionare su un piano, come il piano Marshall, su una dimensione temporale che va sul decennio e che scavalla il 2013». E sulla possibilità di ricorrere a una nuova cassa del Mezzogiorno: «serve una struttura politica a servizio di una visione politica. È troppo presto per dire quale sarà la struttura».

Soddisfatta il ministro per l’Ambiente: «si è ricostruito il rapporto tra noi», dice Stefania Prestigiacomo che ringrazia il ministro Tremonti: «conferma il lavoro del governo per dare risposta alle aspettative del mezzogiorno grazie anche alla fiscalità speciale, il sostegno alla legalità e il piano infrastrutture».

Il ministro per le Attività economiche sottolinea invece: «l’approvazione sta a indicare il nuovo rapporto che vogliamo avere con le Regioni sui i 27 miliardi dei fondi regionali Fas. La Sicilia -dice Claudio Scajola ha iniziato a ottobre 2008 con istruttorie lunghe. Su indirizzo del presidente del Consiglio abbiamo iniziato con la Sicilia che aveva l’iter istruttorio più avanzato».

Felice di aver raggiunto questo risultato il sottosegretario Gianfranco Miccichè: «abbiamo fatto delle scaramucce di cui ci assumiamo delle responsabilità per arrivare a ottenere un risultato di pace che fosse soddisfacente per tutti». E il partito del Sud? «Ho sempre detto che il partito del Sud non era obiettivo, ma uno strumento per raggiungere un obiettivo. Se lo strumento per raggiungere questo obiettivo diventa il ministro Tremonti sono felice».
Soddisfatto anche Raffaele Lombardo. «Il ministro dell’Economia in un confronto molto serrato mi ha illustrato una serie di linee strategiche dell’economia del nostro Paese che mi hanno convinto circa scelte che dovranno essere fatte in ordine di questo piano per il Sud». Plaude alle decisioni del Cipe anche il sindaco di Palermo, Diego Cammarata.

Il Cipe ha dato il via libera anche all’assegnazione di 40 milioni di euro per la ricostruzione dell’Università dell’Aquila.

Fonte: ilSole24Ore

Laureati, pessimisti d’Europa. Il futuro? “Sarà senza carriera”

neoLaureatiNove universitari italiani su dieci preoccupati per le prospettive professionali. Quasi il doppio della media continentale. Come noi solo spagnoli e irlandesi. Olandesi e norvegesi tra i più ottimisti. I risultati dell’indagine del Trendence Institute su 196 mila studenti in 750 università europee.

MOBILITA’: disponibilità a muoversi.
STIPENDI: la paga attesa

Nubi sempre più cupe sui cieli delle prospettive dei giovani italiani. Sempre più convinti che l’università non sia in grado di offrire le competenze necessarie per il mercato del lavoro, i ragazzi escono dalle facoltà italiane senza quasi più nutrire speranze per il futuro. Tanto che nove su dieci guardano con apprensione al proprio destino occupazionale. Molti di più di quanti non siano i loro coetanei, neppure loro troppo sereni, tedeschi, francesi o inglesi. E con l’ulteriore convinzione che con lo stipendio che i primi datori di lavoro offriranno loro sarà difficile pagare quel che c’è da pagare. I risultati, di certo poco confortanti, sono quelli resi noti dall’indagine del Trendence Institute di Berlino che ha ascoltato le opinioni di 196 mila studenti di 750 università in 22 nazioni europee.

Aspettative disattese. Gli universitari italiani sognano un impiego stabile in Banca d’Italia, Intesa SanPaolo e all’Unicredit Group. Mandano candidature alla Ferrero, L’Oréal o alla Procter & Gamble. Ma non si fanno illusioni. Sanno che dovranno aspettare. L’88 per cento degli studenti confessa di covare preoccupazioni per la carriera che li aspetta. Solo il 9,2 per cento guarda con tranquillità a quello che li aspetta. In tutta Europa non abbiamo pari. O quasi. Solo in Spagna ci sono meno giovani a cui è stato concesso di conservare sprazzi di fiducia (il 7,2 per cento). A cospetto di una media europea di ottimisti pari al 32,6 per cento, si distinguono soprattutto i norvegesi (61,9 per cento) e gli olandesi (61,2 per cento). Ma al di là dei paesi del Nord Europa, quasi sempre con migliori indicatori dei nostri, è vero che anche in Germania (46,6 per cento), Francia (37,3 per cento) e Regno Unito (19,5 per cento) le aspettative dei giovani sono migliori di quelle dei coetanei italiani.

Le riforme incompiute. Le tante riformulazioni del sistema universitario italiano, spesso neppure portate a termine, non trovano il gradimento dei giovani se è vero che il 39,4 per cento di loro pensa che i corsi delle facoltà frequentate non sono stati in grado di fornirgli gli skill richiesti dal mercato del lavoro. In Europa la media dei giovani che la pensa così è del 27,2 per cento e in alcuni paesi le convinzioni dei ragazzi sono quasi rovesciate rispetto alla situazione italiana. In Francia il 71 per cento dei giovani ritiene che le lezioni abbiano offerto loro gli strumenti necessari per il lavoro. In Olanda sono il 74,1 per cento e in Norvegia l’83,4 per cento. Gli spagnoli invece la pensano più o meno come noi.

Non troppo lontano. Nonostante le preoccupazioni però, nonostante molti abbiano deciso di andare via dall’Italia per trovare un degno sbocco professionale, la percentuale degli italiani che non sono disposti a muoversi è ancora più elevata rispetto a quella delle media europea. Uno su cinque si è detto non disponibile a trasferirsi. Anche nel caso in cui ricevesse un’offerta di lavoro interessante. In Europa il dato è fermo al 12,2 per cento. In alcuni casi è persino più basso: in Germania (8,6 per cento), Francia (5,3 per cento), Spagna (7,2 per cento) e Regno Unito (6,8 per cento). D’altro canto però, è vero pure che più di quattro italiani su dieci sono pronti a muoversi in ogni parte del mondo e il 22 per cento di dice pronto ad andare in qualsiasi nazione europea (vedi tabella).

Tempi più lunghi. Ma quanto ci vorrà per trovare il primo impiego? Quanto si dovrà aspettare per avere accesso alla prima occasione di lavoro? In Europa gli universitari programmano un’attesa media di poco superiore ai quattro mesi. In Italia invece, almeno se si dà retta alla percezione dei giovani, ce ne vogliono quasi sei. Più che in ogni altra nazione. In Norvegia bastano 2,9 mesi, in Francia e in Olanda (3,3) quasi la metà dell’Italia. Poco di più, ma sempre meno che da noi, ce ne vuole in Spagna (4,3 mesi) e Regno Unito (5,3 mesi).

Stipendi minimi. Se il lavoro arriverà, a tempo determinato probabilmente, la busta paga non sarà un granché. I laureati italiani si aspettano di firmare un contratto di lavoro con una retribuzione lorda annua pari a 19.127 euro (vedi tabella). In termini netti saranno, ovviamente, molti di meno. Meno di quanto non fossero l’anno scorso. La media europea è di 23.967 euro annui. I valori più alti si registrano in Danimarca (49.151 euro), Germania (40.689 euro), Norvegia (43.524 euro) e Svizzera (49.921 euro).

MOBILITA’: Disponibilità a muoversi

STIPENDI: La paga attesa

FONTE: MioJob REPUBBLICA.IT

A dilettanti 2009/2010: ecco i gironi

av-3826574Il Settore Agonistico della F.I.P. ha reso noti i gironi del campionato di serie A dilettanti 2009/2010. Al momento nell’elenco fornito dalla Federazione troviamo sia Lumezzane, che Juvi Cremona, ovvero due società che non parteciperanno al prossimo torneo. Lumezzane infatti ha ceduto il titolo a Trento, mentre Cremona sta discutendo di un possibile passaggio nella città di Brescia. Eventuali fallimenti o mancate iscrizioni di società in serie A e Legadue (sarebbero almeno quattro le società in grandissima difficoltà) scatenerebbero naturalmente ripescaggi che andrebbero a coinvolgere anche la A dilettanti.

GIRONE A
Robur Basket Osimo
Jesolosandonà Basket
Fulgor Libertas Basket Forlì
Andrea Costa Imola Basket
Gira Ozzano
Blu Basket Treviglio
Pallacanestro Lago Maggiore
Fulgor Omegna
U.C.C. Casalpusterlengo
Basket Lumezzane (Aquila Basket Trento)
Fulgor Basket Fidenza
Basket Scaligero Verona
Juvi Cremona Basket (Basket Brescia?)
Pallacanestro Trieste 2004

GIRONE B
Palestrina Basket
Virtus Siena
Potenza ‘84
Pallacanestro Roseto 1946
Fortitudo Agrigento
Basket Olimpia Matera
Basket Ferentino
RB Montecatini Terme
Basket Trapani
Basket Ostuni
Pallacanestro Sant’Antimo
Nuova Virtus Molfetta
Basket Barcellona