Silent

È proprio una voglia di silenzio, un desiderio momentaneo ed improvviso, che non ha nulla da spartire con le scorpacciate di felicità e condivisione. Non c’è coraggio, e non ci sono teorie attraverso le quali valga la pena di insistere col piglio della perseveranza. Tutto è lento e buio, anche se l’abito sprigiona una luce catarifrangente

(m.gar) 10.07.16

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Le ragioni di un’emancipazione

..perché emanciparsi è il superamento di un errore, l’ammissione di una colpa: è come prendere una forbice e ritagliare la sagoma di sé stessi, spostarla senza contorni vuoti nella zona più libera ed intatta di quel foglio enorme chiamato vita. In quella porzione di spazio ci si sente appagati, non ci sono pieghe e la storia prende una forma secondo una precisa volontà. Non ci sono bugie, dispiaceri, amarezze o noncuranze, non ci sono speranze spezzate, luci spente, aspettative negate o porte chiuse: tutto è determinato dalla propria espressione…

(m.gar) 03.07.16

LibrEttI

[ci sono libri che valgono più di 860 caratteri (spazi inclusi)]

[…] Scatole di varie forme, tutte intorno e senza una ragionevole disposizione se non quella d’agire da contraltare all’ordine della stanza. Alcune aperte, senza coperchio, altre chiuse nel proprio involucro di cartone. La sensazione era vivissima: dovevano essere trasportate, contenere qualcosa che possedeva un ricordo o più cose che dovevano essere consumate. Il sogno, il mio, era quello di aumentare disordine al loro disordine, strappandole al proprietario o romperle del tutto, nel vero senso del termine. Non c’era una via di fuga, come se stessero lì a ragione di protezione, come un cerchio provvisorio formato da un filo spinato che le difendeva dal pericolo. La salvaguardia presumeva un legittimo possesso, ma in fin dei conti non volevano altro che trovare un posto lontano da lì, sentirsi libere di non volere rotte le…scatole […]

(m.gar) 23.06.16

libretti

Pensiero di (quasi)estate

L’ho visto e lo vedo (giuro che sta girando ancora). È trascinato da un filo d’oro che ne guida il passo, un passeggino accompagnato lungo un perimetro circolare.
Può essere la terra, un mondo che affianca una luce che, a giro, ne illumina le facce. Era ed è tutto, e chi l’ha intravisto lo invoca con una pronuncia semplice, un suono generato da una voce che ne evoca sollievo. La strada è lunga e il cammino è instabile, tuttavia c’è gente che pagherebbe quell’oro più di qualsiasi altra cosa.
Buona fortuna al mondo, che gira e si alimenta di chi vuole imparare  a conoscerne parabole e sfaccettature, di chi brama e lo plasma al passo delle proprie intenzioni

(m.gar) 12.06.16

PENSIERO DI QUASI ESTATE

(reSET, reSTART e reLOAD)

Rivolgo lo sguardo e so che tutto può presentarsi possibile. Lo guardo, mi guarda e ci chiediamo quanto costa accettare la pena di avere a che fare con una “patata bollente”. Lo ascolto e mi ascolta: è come scavare nell’abisso degli interrogativi di una vita densa di sacrificio. Parliamo di tutto, non solo delle nostre cose. Sento che abbiamo lo stesso bisogno di emancipazione, quell’indipendenza alla quale ogni essere vivente ambisce oltre al naturale adattamento. Cambiamo il vestito e disobblighiamo il favore con semplici cenni del capo. La gestualità ci ha reso per certi versi simili, ha reso più gradevole la convivenza e non ostenta niente che non sia oggettività. Ricominceremo da capo, lo faremo insieme e senza tante premure.

[del resto ce ne freghiamo perché chi nasce merda non può morire ferrero rocher]

(m.gar) 17.03.16