Pensiero sul pensiero: da Berlusconi alla democrazia

ANSA/FERMO IMMAGINE TG3/DRN

di Mario Garofalo

Credo che, a prescindere dall’odio o dall’amore politico verso il lavoro del premier Berlusconi, non si possa fare a meno di condannare il gesto dello pseudo o tal che sia aggressore. La mia non vuole essere una presa di posizione, ma mi rendo conto che la nostra cara Patria, ogni qual volta ci sia l’occasione, non perda il capriccio di far fuoriuscire il nostro innato e senza dubbio ostile ribrezzo verso chi rappresenta o fa parte delle istituzioni. Siamo di fronte ad un caso limite, lo so, ma sembrerebbe ulteriormente riduttivo stare in silenzio davanti a tale scempio. Con palese cadenza ci rendiamo conto, fruendo i media, che questi gesti sono all’ordine del giorno e questo non può far altro che denigrare un paese che per cultura e tradizioni (paradossalmente al gesto) sta nettamente dalla parte dei “plus”.
Il mio è un pensiero, ed anche una pena, verso la democrazia, concetto e sostanza del popolo, evoluzione di una civiltà. Fra tutte le “virtù” umane sarebbe opportuno delegittimare la violenza, anche se per molti è un luogo comune, per altrettanti è pensiero condiviso.
Ci meravigliamo dell’assurdo, ci annoiamo della quotidianità, ma sarebbe meglio accontentarsi del normale e pacifico quieto vivere.  

Un agglomerato di parole imperversa nella testa..condivisibile o meno “tiramu avanti“!

SUGLI ATTACCHI ALLA LIBERTA’ D’INFOMAZIONE NON POSSIAMO STARE A GUARDARE

lumia-beppeLa libertà di informazione nel nostro Paese è compromessa da circa vent’anni. Nelle classifiche internazionali occupiamo gli ultimi posti e la mappa della proprietà dei mezzi di comunicazione ci riconduce a un’unica persona: il più potente soggetto economico del Paese, nonchè Presidente del consiglio. Basterebbe solo questo per capire come una situazione del genere metta a rischio anche la democrazia. Ciò che preoccupa, infatti, sono i continui attacchi di Berlusconi e della maggioranza a qualsiasi voce fuori dal coro e gli effetti educativi, a medio e lungo termine, di una comunicazione incentrata su disimpegno, egoismo, banalità, violazione delle regole. L’informazione italiana è al guinzaglio della politica e l’intrattenimento dei media si riempie di vuoto. Tutto ciò è segno evidente di una profonda intolleranza nei confronti di opinioni e idee diverse. Inoltre è molto pericoloso perché agisce sui comportamenti e gli atteggiamenti dei cittadini, sia giovani che adulti, fino a plagiarne le coscienze presentando modelli e stili di vita spesso volgari e incolti. Proprio per questo non possiamo stare a guardare. È indispensabile abbattere il monopolio della comunicazione e garantire la pluralità dell’informazione. Allo stesso tempo è fondamentale un forte investimento educativo e formativo: organizzare la società civile, costruire reti di relazioni significative, finanziare l’istruzione e la ricerca, stimolare il senso civico e la partecipazione dei cittadini alla vita dei territori e del Paese.

FONTE: giuseppelumia.it

Vuoi fare lo scrutatore? No,tu no.

scrutatoreOgni qual volta che si avvicinano le elezioni, che siano comunali, provinciali, regionali, per un referendum od europee scatta la “corsa al pane”. Mi spiego, un turbinio di richieste pervade un determinato sportello di un Ufficio del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, quello inerente la registrazione alla candidatura a scrutatore.
Ci sarebbero tanti modi per “attaccare” questo mio articolo(o pensiero – pensate come volete), nel senso che la questione può essere inquadrata in vari modi. Dall’aspetto puramente economico che al giorno d’oggi come sempre (si parla di evoluzione..ma la crisi?) ci condiziona stile di vita, etichetta e persino ci influenza il voto, fino ad arrivare ad un dato di fatto puramente palese, la conoscenza, la sfacciataggine, il clientelarismo.
Ma perchè andare a farsi raccomandare per 100 euro? Perchè poca chiarezza da parte della Commissione nominata a scegliere su questo aspetto(vedi l’articolo pubblicato di recente dal Settimanale Agorà)?
Quello che è evidente agli occhi è purtroppo la totale indifferenza che la città di Barcellona conferisce a questo,come a molti altri problemi di fatto. E’ inaccettabile, e mi riferisco alle numerose richieste mai andate in porto, rendersi conto di come tante persone ogni qual volta che fanno richiesta non si ritrovano inseriti in quel “benedetto” elenco nominale, mentre altrettante adempiono sistematicamente ogni qual volta sia matura la stagione del voto, davanti alla totale incapacità di mantenere legale una procedura che, menomale(magra consolazione), risulta comune anche ad altre realtà.
Capisco che chi non è figlio, amico, cumpari, cugnatu, vicinu, cullega da mugliera, zita du figghiozzu, nonnu du patrozzu non avrà la possibilità di rendersi mai utile per la collettività, mettiamola cosi, ma accorgersi della totale sufficienza con cui veniamo trattati fa ribrezzo.
Mi rendo altrettanto conto di non poter fare di tutta l’erba un fascio e constatare che ogni tanto qualcuno ci riesce “senza spinta”…forse eroi?
La democrazia, come la libertà di pensiero, è anche avere uno spazio in cui esprimere la propria e legittima opinione, nel rispetto di tutto e con dovuto e decorosa osservanza delle regole.

Concludo, a breve si dovrà ritornare a votare per il Referendum e tanti “aspiranti” scrutatori sono rimasti nuovamente esclusi, mentre i senior continuano e “fanno cassa”.