Conosci l’arcobaleno?

Conosco quelle fantastiche diavolerie che regala l’amore, dai baci rubati al contatto passionale di due corpi alimentati dalla profondità e dal calore. Conosco le gesta, le infinite parabole emozionali, la lingua e la saliva, le carezze che regalano brividi, il gusto sincero e reale di una condivisione. Conosco le fusa, il viaggio mano nella mano, gli sguardi, le intese e le inevitabili criticità. Conosco la gelosia, il gesto estremo di un annebbiamento e l’accecamento. Conosco le pozzanghere delle incomprensioni, inaridite dalle distese di felicità che ne coltivano il giardino. Conosco l’istinto animale che produce la fame insaziabile di un continuo cercarsi, i fiori profumati, le calamite al frigo, i rettilinei e le curve percorse a marce alte. Conosco l’eleganza d’essere una cosa sola, i vestiti stropicciati di passione e la nudità di un sole estivo. Imparerò a conoscere anche questa pioggia, che non vedo l’ora che smetta. Profuma di te e viene sempre prima dell’arcobaleno

(m.gar) 06.08.16

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Avarìa

Ho scritto tanto, oltre la misura dettata dai pensieri. L’ho fatto per parecchio tempo, sforzandomi e quasi sempre in momenti poco adatti, molti dei quali hanno caratterizzato una sequenza simile a quella tracciata da un assiduo frequentatore delle zone meno illuminate dell’emisfero cerebrale. La consapevolezza ha superato l’immaginazione perchè tutto si muove velocemente e con una spinta superiore ed inversa all’impeto di un sogno. Così ho appurato il diniego ad una vita fatta di stronzate che, pur galleggiando ancora accanto alla mia felicità, non riescono più a scalfire l’ideale di bellezza, fatto di tutte quelle piccole cose che tanto infastidiscono il genere umano, troppo impegnato a ricercare lo straordinario o il bello di un’impresa eccezionale da puntellare di chicche al cospetto di uno schermo piatto. Può sembrare un paradosso, tuttavia il menefreghismo è una sorta di lavoro full-time che rinvia di molto la pura essenza del bello, un’avaria al motore che ne pregiudica il cammino.

(m.gar) 25.07.16

avaria motore

Silent

È proprio una voglia di silenzio, un desiderio momentaneo ed improvviso, che non ha nulla da spartire con le scorpacciate di felicità e condivisione. Non c’è coraggio, e non ci sono teorie attraverso le quali valga la pena di insistere col piglio della perseveranza. Tutto è lento e buio, anche se l’abito sprigiona una luce catarifrangente

(m.gar) 10.07.16

FullSizeRender

#9

Gioia che origine ha avuto in te
Se ora vedessi l’effetto
con la luce estranea del mondo
la forza troverebbe il suo canto

Risa sul viso tuo
Se accarezzassi il mento
con le mani di chi ti ama
la bocca elargirebbe felicità

Occhi all’apice della tua forma
Se li incrociassi a caso
come la notte spezzata dal fulmine
La mente implorerebbe eternità

(m.gar) 26.03.15

Scirocco e Brividi

Questo tempo sfianca, sconquassa e tenta di rubare le ore alla felicità, mordendo le menti e corrodendo le corazze. Ciò nonostante rimane compiutamente inerme al cospetto dei sentimenti più veri, quelle forze propulsive che sono immuni ai cambiamenti di stagione.
Il segreto è trattenere con tenacia l’autorità del pensiero, guardare all’idoneità del fianco più bello e sfidare i venti con le parole dell’amore

(m.gar) 01.12.14

brivido

Con(qui)ste

Sento più di ogni altro cuore
gare di velocità sul contatto
Sedie stese sul pavimento
esposizione senza disordine

Le difese divengono sicurezza
apostrofi sul profeta in patria
Non pungono le delicatezze
adesioni sul presente affascinato

Ringraziare l’imbarazzo della felicità
conquistato sul velluto corporeo
Ordinare le ferite del comando
duplicate da uno scettro di poco conto

(m.gar) 23.9.14

con(qui)ste