Le porte di Aprile

Alle bocche delle anime ingrassate da un Aprile che ha regalato pesci, fiori, uova, sorrisi, chilometri e compositi momenti di umana solidarietà. Alle abitudini, al batticuore, alle percezioni immacolate e allo sguardo intrinseco di curiosità. Alle parole che come proiettili hanno ucciso, al coraggio, alle barriere che ogni giorno ci tengono il vicino a debita distanza, all’uomo nero e a quello bianco, alle maschere che portiamo e al vestito d’ordinanza. Un bacio ipocrita in una guancia ed uno vero nell’altra, perchè al male non può che seguire un mare di bene

(m.gar) 17.4.17

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Testa di Pietra

La deriva verrà evitata a suon di prestiti di generosità, ettolitri di abbracci e chilometri di strade bagnate di umanità. Un sentiero dove troveranno posto tutti: mai troppo stretto per comprimere la lunghezza e la lungimiranza di un’idea, di un plotone di parole stese al sole di una ragione

(m.gar) 27.3.17, Argimusco (Me)

argimusco

l’AmOre È

All’amore non ho chiesto uno sforzo d’interesse, bensì una pillola giornaliera di verità da deglutire, condividere e spezzettare secondo un criterio equo e naturale. Ho chiesto ragione e passione, elementi essenziali a superare i confini di una vita rodata al quadrato.

Presto sarà festa, semplice ed allo stesso tempo unica

(m.gar) 20.09.16

Sono=Sono

Sono in mezzo alla foto, baciato dal sole e dalla creatività che mi colora. Sono dentro alle suggestioni, bocca e braccia, gambe, testa e cuore. Sono il sorriso della negazione che cambia il tono per fluire in affermazione. Sono il malinteso delle azioni sradicate dal suono delle note di un urlo infinito, gridato al cielo pieno zeppo di stelle. Sono il desiderio che mi procurano gli occhi di chi sa incontrare i sogni trasformandoli in realtà.
Sono io, con te e per te

(m.gar) 07.08.16

Conosci l’arcobaleno?

Conosco quelle fantastiche diavolerie che regala l’amore, dai baci rubati al contatto passionale di due corpi alimentati dalla profondità e dal calore. Conosco le gesta, le infinite parabole emozionali, la lingua e la saliva, le carezze che regalano brividi, il gusto sincero e reale di una condivisione. Conosco le fusa, il viaggio mano nella mano, gli sguardi, le intese e le inevitabili criticità. Conosco la gelosia, il gesto estremo di un annebbiamento e l’accecamento. Conosco le pozzanghere delle incomprensioni, inaridite dalle distese di felicità che ne coltivano il giardino. Conosco l’istinto animale che produce la fame insaziabile di un continuo cercarsi, i fiori profumati, le calamite al frigo, i rettilinei e le curve percorse a marce alte. Conosco l’eleganza d’essere una cosa sola, i vestiti stropicciati di passione e la nudità di un sole estivo. Imparerò a conoscere anche questa pioggia, che non vedo l’ora che smetta. Profuma di te e viene sempre prima dell’arcobaleno

(m.gar) 06.08.16

Avarìa

Ho scritto tanto, oltre la misura dettata dai pensieri. L’ho fatto per parecchio tempo, sforzandomi e quasi sempre in momenti poco adatti, molti dei quali hanno caratterizzato una sequenza simile a quella tracciata da un assiduo frequentatore delle zone meno illuminate dell’emisfero cerebrale. La consapevolezza ha superato l’immaginazione perchè tutto si muove velocemente e con una spinta superiore ed inversa all’impeto di un sogno. Così ho appurato il diniego ad una vita fatta di stronzate che, pur galleggiando ancora accanto alla mia felicità, non riescono più a scalfire l’ideale di bellezza, fatto di tutte quelle piccole cose che tanto infastidiscono il genere umano, troppo impegnato a ricercare lo straordinario o il bello di un’impresa eccezionale da puntellare di chicche al cospetto di uno schermo piatto. Può sembrare un paradosso, tuttavia il menefreghismo è una sorta di lavoro full-time che rinvia di molto la pura essenza del bello, un’avaria al motore che ne pregiudica il cammino.

(m.gar) 25.07.16

avaria motore